In questi giorni mi rendo conto di molte differenze culturali tra i vari popoli ma, in fondo, è prettamente normale che sia così.
Un anno, due anni, decenni, centinaia, migliaia di anni hanno formato i popoli, la loro cultura, il loro carattere, la loro diversità.
Quello di cui però mi rendo conto in questo periodo riguarda i figli.
In Spagna e in Francia vedo molte più coppie giovani con già la prole al proprio seguito di quante non ne veda in Italia.
E per giovani intendo che rivedo me 4-5 anni fa e ora come ora ho solo 26 anni (va bene, vado per i 27).
Li guardo e un leggero velo di tristezza , non lo nego, mi coglie perchè vuol dire che, in futuro, riusciranno ad aver molti più argomenti in comune con i propri figli di quanti non ne potrebbero avere i trent’enni genitori italiani.
Però mi rendo anche conto di come abbiano bruciato le tappe, di come non si siano goduti appieno quella spensieratezza che solo i vent’anni sanno fornire.
E allora credo che l’età giusta per mettere in cantiere / progettare di aver un figlio sia tra i 25-26-27 anni quando ancora, tra 20 anni, si potrà aver argomenti di discussione con i propri figli e non che non ci si senta vecchi a prescindere.
E solo io so quanto mi piacerebbe aver un figlio/a ora, ne sarei veramente felice, sarebbe come se fossi io a ridiventar bimbo.
Evidentemente sento il desiderio di paternità, quello che ho sempre avuto. E dato che da un anno e mezzo a questa parte sento di aver trovato la persona giusta con cui programmare il futuro ora si fa sempre più presente e costante.
Quel desiderio che in Italia cercano di farti sopire non aiutandoti e spesso anche ostacolandoti nel crearlo.
Perchè questo purtroppo è un PAESE PER VECCHI!