Lo devo ammettere: anch’io ieri sera ero davanti al televisore aspettando solo che uscisse quel viso così familiare ad ogni italiano dietro cui si cela un cervello enorme, un’acume eccezionale, un personaggio che non avrebbe bisogno di presentazioni ma che bisognerebbe solo stare a sentire per ore ed ore.
Roberto Benigni è l’Italia. E’ l’Italiano. E’ l’italiano nel mondo.
Dev’esser lui la nostra icona da esportare all’estero.
Io almeno vorrei esser riconosciuto come italiano non per pizza, mafia, Berlusconi, escort o puttane. Vorrei esser riconosciuto per l’Arte che abbiamo in Italia, per la cultura italiana che un tempo era la più florida al mondo mentre oggi… beh oggi l’Italiano se va all’estero non è più rinomato come mafioso (che un tempo poteva anche esser reale mentre ora nemmeno più quel ruolo ci compete) ma come puttaniere.
E se mai siete usciti dall’Italia ve ne sarete resi sicuramente conto.
Non ho seguito la kermesse di San Remo perchè su Cielo c’era un bel Resident Evil: Extiction ma ogni tanto facevo zapping su Rai Uno per verificare se Benigni avesse già calcato il palco.
45 minuti di monologo, di storia raccontata a proprio modo. E poco m’importa se per partecipare ha chiesto 250mila euro, sono felice che i miei soldi vengano spesi più per un intervento di questo calibro che per qualche Isola dei Famosi o puttanata varia.
In 45 minuti ha raccontato come 150 anni fa un bel gruppo di persone ha creato una nazione di cui dovremmo esser grati di far parte, non aprendo mai la bocca per dar aria ai denti.
Si, dovremmo esser grati ma non lo siamo.
Purtroppo quell’Italia, quel fervore identificato col nostro Inno non esiste più.
Siamo stati annientati intellettualmente.
Non abbiamo saputo reagire e ci siamo seduti. Ci siamo seduti a guardare il nostro paese che veleggia verso la rovina.
La nostra cultura, la nostra arte, il nostro patrimonio si schianta quando si vedono 2 chiappe in tv.
La nostra classe politica (indistintamente destra, sinistra, centro, centro-destra, centro-sinistra) ci marcia e si fa i propri comodi perchè abbiamo perso lo spirito combattivo.
Quello spirito combattivo che Benigni ieri sera ha cercato di riproporre a modo suo.
Quello spirito combattivo che animerà molti oggi ma che sarà già svanito domani.
Siamo italiani: dateci oggi i nostri culi quotidiani e non vi romperemo i maroni.